I volontari |
I militari |
La protezione civile |
Gli aiuti |
Il nuovo "Villaggio" |
|
…….…………
Purtroppo il sisma ultimo non ha risparmiato la nostra Volperino; anzi il terremoto ha colpito in maniera drammatica visto che soltanto pochissime case sono state risparmiate.
…….……..
Le famiglie residenti hanno tutte perso la loro casa e sono ospitate presso il campo di accoglienza composto da 17 Container.
……..………
Volperino
VOLPERINO di FOLIGNO, 20-10-97
Qual è il sapore della gioia?
Posso parlare solamente di quello che per me incarnava questa parola, che non è semplicemente un suono ... chiunque nella vita ha provato sensazioni che gli hanno aperto il cuore, che l'hanno fatto sentire felice, anche se per un solo attimo, d'essere al mondo, di poter godere di quel momento.
La mia felicità era continua, da otto anni a questa parte, e potevo vivere costantemente: bastava salire in una corriera, dai sedili rossi logorati dal tempo e da un numero sempre minore di persone che se ne servivano.
E già in quella mezz’ora di tempo che ti serviva per raggiungere il luogo che amavi, che avevi bisogno di vedere, quasi fosse una boccata d'ossigeno per il tuo spirito da ritemprare, potevi assaporare la gioia che cresceva e che invadeva ogni parte del tuo corpo.
In quella vecchia corriera di montagna passavi il tuo tempo, dedicandoti ad ascoltare le storie di anziane persone che raccontavano la loro vita ad una ragazza che beveva le loro parole, che viveva i loro sacrifici, che gioiva per i loro figli ormai medici, avvocati, ingegneri ...
Uomini e donne che avevano diviso abiti e scarpe con i loro fratelli, che avevano iniziato a lavorare da bambini prima emulando i gesti dei più grandi, poi lasciti completamente in balia di loro stessi, con mandrie da pascolare, piccini da accudire, campi da coltivare ...
Arrivano a destinazione con un crescente desiderio di conoscere altro di questi piccoli uomini bruciati dal freddo e dal caldo, dal gran passato, che a me, stupida ragazzina di città, mancava totalmente.
Ho cercato disperatamente di partecipare a questo meraviglioso passato chiedendo, chiedendo, chiedendo ... ho trascorso ore intere ad ascoltare i racconti dei "miei" vecchini, le loro fatiche, la guerra, la fame, le epidemie ... ed era stupendo guardare i loro occhi che urlavano: - Per niente al mondo cambierei la mia vita! Sto morendo, ma ormai ho tutto: la mia casa, il mio campo, i miei animali.
I mesi si sono avvicendati ed io, presto, sono diventata una del luogo, quasi come se avessi sempre vissuto con loro.
Non ero più " l’ innamorata del figlio di Germano di Pietro", ero del paese, mi amavano.
Ed io stessa non mi sentivo più una cittadina che andava la domenica in montagna a rilassarsi: soffrivo quando ero lontana dal mio paese, m'era entrato dentro ed ogni inezia era valida per sedermi su quei sedili rossi, ed andare da loro, dai miei cari vecchi amici, al mio paese.
E’ difficile descrivere la sensazione che m'investiva quando vedevo Daniele, che sotto una pioggia incessante, seminava il suo campo a mano, con gesti che incarnavano quelli che intere generazioni prima di lui avevano compiuto, per ottenere un misero raccolto di montagna che non dava neanche di che vivere, ma che ad ogni primavera rinnovava il miracolo della nascita, che dava la forza di continuare, di affrontare un nuovo, freddo inverno.
Ho amato ogni vita che popolava il paese, ognuna così diversa, ognuna così uguale.
Le ho amate al tal punto da decidere di vivere la mia vita lì, in quel luogo dimenticato da Dio, ma che parlava di Dio, con i suoi monti, i suoi animali, le sue persone, il suo cielo stellato senza pari.
Qual è il sapore della gioia?
E’ il tuo uomo che ti chiede di passare la tua vita con lui in quel luogo meraviglioso, è il progettare il sogno più bello in sintonia con quel paese d’incanto, è l’immaginare te che nutri nella chiesina addobbata con grano, girasoli e papaveri, mentre gli occhi velati di lacrime di gente che non è più abituato a vedere matrimoni nella loro chiesa, partecipano alla tua felicità, è la volontà di ripopolare Volperino, di farci crescere i tuoi bambini ... " anche Catia vuole farlo e lei sta quasi per mettere al mondo la sua creatura ... i miei piccoli non saranno da soli..."; è l’amore con cui prepari la tua futura casa, costruisci a mano il camino, mattone per mattone, perché non può mancare in montagna, perché non può mancare in una famiglia ... ; è, nonostante tutto, guardare la tua futura casa da fuori, dopo un terribile terremoto e vedere che ha resistito, che è ancora in piedi, perché troppo amore, troppe speranze erano state riversati in lei.
Ecco qual è il sapore della gioia ...
... qual è il sapore delle lacrime?
E’ il vedere gli occhi dei paesani vacui, terrorizzati, disperati che ora gridano: - Dove sono la mia casa e le mie bestie? Dove è la mia vita? , è il vedere il campanile troncato a metà, crollato sul tetto della chiesina; e lo sguardo che si insinua al di là delle transenne e vede generazione di sacrifici miseramente crollati al suolo; è un’ordinanza di sgombero affissa all’entrata del paese che vieta a chiunque di inoltrarsi per le strette viuzze di Volperino, sepolte dalle macerie, è quello di aprire la porta della tua casa che è pronta per te e per i tuoi figli, con la mano che stringa disperatamente quella del tuo uomo, cercando, l’una nell’altra il coraggio di affrontare ciò che puoi trovare di fronte ai tuoi occhi con la consapevolezza che non riuscirai, nonostante tutto, ad affrontarlo; è il vedere quelle crepe smisurate che squarciano i muri, che si prendono gioco di noi e del nostro futuro, sorridendoci quasi, deridendoci; è il vedere il simbolo della famiglia, il nostro amato camino, divelto dalla sua sede, quasi come il nostro cuore; è il rendersi conto che 20 secondi si sono portati via il sogno di una vita, che l’11 Luglio, probabilmente, non ci sarà nessun matrimonio, né a Volperino, né in nessun altro luogo, perché non c’è più una casa, una chiesa, un paese ...
Qual è, ORA, il sapore della gioia?
Sindi Falasca